Attualmente faceva parte del gruppo “Epifani Barbers” e “La Gialletta”. Sin da piccolo tutt’uno con la musica, ha iniziato lo studio della fisarmonica nel 1980 con il Maestro Sandro Tannoia per poi dedicarsi, dal 1984, allo studio dei tamburi a cornice sotto la guida del Maestro Alfio Antico. Si avvicina poi allo studio della fisarmonica diatonica (l’organetto), dapprima presso il Centro Accademico Musicale di Villa Castelli, con l’amico e maestro Mario Salvi, poi presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, all’interno del Corso triennale di Musica Popolare, tenuto dallo stesso Salvi.
(con Mimmo Epifani)
Dal 2003 frequenta il corso di tamburi a cornice con il Maestro Arnaldo Vacca e nel 2004 e 2005 partecipa con l’Orchestra di musica popolare salentina al Festival “la Notte della Taranta”, al concerto finale di Melpignano e alle successive tournées italiane dell’orchestra. Il notevole livello artistico raggiunto lo porta, negli ultimi anni, a svolgere diverse collaborazioni musicali e discografiche, sia come percussionista che come organettista, con quegli stessi artisti che sono stati i suoi maestri, e dunque con Alfio Antico, Mario Salvi e Mimmo Epifani.
(con Mario Salvi)
Il sodalizio artistico con Salvi si è espresso, oltre che nella collaborazione discografica “Taranteria” (Finisterre 2003), in un lavoro di ricerca etnografica sui canti e la musica tradizionale di Puglia, con specifico riferimento all’organetto di Villa Castelli, unico paese in cui questo strumento è ancora fortemente radicato. Tale ricerca è stata poi raccolta in una pubblicazione “La Pizzica Nascosta. L’organetto nella musica e nei canti tradizionali di Villa Castelli”, in collaborazione con l’Istituto Diego Carpitella e con la prefazione di Sergio Torsello e Luigi Chiriatti.
In questo contesto Caramia si è fatto anche animatore di un gruppo di anziani cantori e suonatori tradizionali, i “Cantori di Villa Castelli”, appunto, con l’obiettivo di far conoscere al pubblico la ricchezza e l’originalità delle musiche e dei canti della Murgia sud-orientale.Tuttavia, come a lui piaceva definirsi, è “cuoco musicante”. Insieme all’altro chef-musicista Mimmo Epifani, Giandomenico ricreava con amore le atmosfere di tradizione, utilizzando la musica come solo uno degli ingredienti, insieme ad ottime pietanze e buon vino, danze tradizionali, serenate e profumi del Sud italiano.
Scrive Sergio Torsello nell’introduzione a “La Pizzica Nascosta”: “Questo lavoro acquista una significativa valenza storica e culturale, perché ribadisce una volta di piu’ l’importanza di ‘salvare’, ove ancora possibile, le memorie musicali della Puglia contadina.Prima che anche gli ultimi testimoni lascino definitivamente la scena”.
Troppo presto chi ha raccolto, per noi, queste memorie, ci ha lasciato il compito di continuare a custodirle.
Giuseppe Miccoli




