mercoledì 2 settembre 2026

Giuseppe Miccoli pubblica “Plastica”. Il nuovo singolo in uscita il 19 maggio 2026 su tutte le piattaforme digitali

 

Giuseppe Miccoli pubblica “Plastica”. Il nuovo singolo in uscita il 19 maggio 2026 su tutte le piattaforme digitali

 Dal 19 maggio 2026 sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali e store online “Plastica”, il nuovo singolo di Giuseppe Miccoli, prodotto e arrangiato da Guido Guglielminetti. Con una scrittura intensa, diretta e profondamente visiva, Giuseppe Miccoli utilizza la plastica per raccontare persone, luoghi e destini. Una presenza costante che attraversa le periferie del mondo, il mare e le fragilità umane

 La produzione di Guido Guglielminetti accompagna il brano con un’atmosfera sospesa e malinconica, capace di trasformare la canzone in una sorta di reportage poetico contemporaneo, dove il realismo sociale incontra una dimensione emotiva e cinematografica. Ad arricchire il brano contribuiscono musicisti di grande esperienza: il pianoforte di Carlo Gaudiello, il basso di Guido Guglielminetti e la batteria di Elio Rivagli, che donano alla composizione profondità, tensione emotiva e respiro sonoro. Registrato nel 2025 presso il PSR Factory Studio di Peveragno (CN), “Plastica” è un brano che unisce impegno, poesia e ricerca musicale, trasformando una tematica contemporanea in un racconto universale sulla fragilità umana.

 Nella prima parte del brano la plastica diventa sopravvivenza urbana. Il protagonista è un raccoglitore di rifiuti, un chopchilar di Istanbul, che vive tra i bidoni dei bar e le salite della città. La plastica è ciò che gli resta, ciò che gli permette di sopravvivere, ma anche ciò che gli nega dignità. Nella seconda parte la plastica diventa infanzia spezzata. Un bambino nelle discariche brasiliane impara a leggere attraverso confezioni e flaconi pubblicitari abbandonati. La plastica diventa il suo unico libro, il suo unico tetto, il suo unico orizzonte. Una delle immagini più forti e struggenti dell’intera composizione.


 Nella terza parte la plastica si trasforma in tragedia ambientale. La voce narrante diventa quella di un delfino che schiva bicchieri, etichette e rifiuti nel mare. Un’immagine poetica e devastante allo stesso tempo, che restituisce tutta la fragilità dell’equilibrio naturale. Infine, nell’ultima parte del brano, la plastica diventa abisso interiore. Il protagonista è un uomo comune che ha perso gli affetti, il senso delle cose e sé stesso. Non distingue più una lattina da una donna di plastica: la plastica diventa solitudine, alienazione, autodistruzione.

 Elemento comune dell’intera canzone è il mare, luogo simbolico di purezza e rinascita, punto da cui ripartire non solo dal punto di vista ambientale, ma anche umano, psicologico e morale.

 La cover del singolo è stata realizzata dal fumettista e illustratore Nedeljko Bajalica. Una potente illustrazione visionaria, sospesa tra denuncia ambientale e dimensione onirica. Realizzata in bianco e nero, l’opera mette in scena un paesaggio sommerso dove natura, musica e detriti convivono in un equilibrio fragile e inquietante.  Il contrasto tra il bianco e nero del disegno e il titolo “PLASTICA” in un acceso colore magenta rende ancora più forte il conflitto tra naturale e artificiale, tra memoria e consumo, tra vita e scarto.

 


Giuseppe Miccoli è un cantautore pugliese. Nel 1998 ha partecipato alle selezioni di San Remo con il gruppo Ferro e Fuoco in qualità di pianista.  Dal 2022 collabora con l’etichetta PSR Factory Studio di Peveragno, guidata da Guido Guglielminetti, storico produttore e bassista di Francesco De Gregori. Nel febbraio 2023 pubblica “Sopravvissuto” per l’associazione Retel’abuso. A luglio 2023, con il brano “I Bronzi di Riace”, è stato selezionato tra i finalisti del primo Festival della Canzone di San Severo, intitolato a Matteo Marolla, cantautore sanseverese prematuramente scomparso nel 2022. La produzione e l’arrangiamento portano la firma dello stesso Guglielminetti, noto autore e bassista e del  pianista Carlo Gaudiello. Nel dicembre 2024 a Venezia nell’ambito del concorso letterario “Caro Piero ti scrivo”, dedicato al divulgatore scientifico Piero Angela, Giuseppe Miccoli è stato insignito della Menzione Speciale della Giuria per la sua canzone dal titolo “Se fossi mai vissuto”. Questo riconoscimento evidenzia ulteriormente la profondità e la sensibilità artistica del cantautore, capace di coniugare musica e riflessione in testi di grande impatto emotivo e culturale. Nel luglio 2025 ha pubblicato "Brucia il vento", un canto di resistenza, un grido contro la violenza e la guerra: "Brucia il vento nel fuoco, senza guerra non c’è storia, senza sangue non c’è gloria, e confondo il male con la memoria."  Ad agosto 2025 ha partecipato al festival Certosa Village 2025 di Padula e all’evento Forse sarà il bacio del vento di Apricena presso la Casa Matteo Salvatore.

CREDITI

Plastica
Testo e musica di Giuseppe Miccoli

Produzione e arrangiamento: Guido Guglielminetti

Voce: Giuseppe Miccoli
Piano: Carlo Gaudiello
Basso e chitarre: Guido Guglielminetti
Batteria: Elio Rivagli

Registrato presso PSR Factory Studio – Peveragno (CN) – 2025 ©

Montaggio video: Giuseppe Miccoli

Artwork di copertina: Nedeljko Bajalica



PUBBLICAZIONE

Titolo: Plastica
Artista: Giuseppe Miccoli
Tipo di pubblicazione: Singolo
Data di uscita: 19 maggio 2026

Disponibile su Spotify, Apple Music, iTunes, Amazon Music, Deezer, Tidal, YouTube Music, TikTok Music, Facebook/Instagram Reels e principali store digitali internazionali.

 

LINK UFFICIALI

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Canzoni

Brucia il vento

https://www.youtube.com/watch?v=AAx5oEqDmvI

I Bronzi di Riace

https://www.youtube.com/watch?v=WJ3-YFuk8Lk

Plastica

https://www.youtube.com/watch?v=f86cD0hMwhg&feature=youtu.be

 

Plastica

testo e musica di Giuseppe Miccoli


Plastiche d’argento

tra le vie della città

a volte mi pagano bene

quando mi pagano male

io rido senza un dente

capisco che non c’è niente da fare

e torno indietro nel fondo

tra le luci della città.

Con i miei sacchi enormi

mi chiamano chopchilar

giro tra le salite di Instabul

tra i bidoni dei bar

rovisto tra la vita

della gente profumata

tra i rifiuti della mente,

della mia mente malata.

 

Plastica e sono un bambino

tra le discariche brasiliane

a volte dormo tra queste colline

e sogno le stelle per un tozzo di pane

e giro la testa dall’altra parte

e vedo solo il mio destino

tra le luci della città

imparo a leggere guardando

flaconi di pubblicità

imparo a sorridere sputando

in faccia alla realtà

e di niente ho bisogno

non ho una mamma nè un papà

che mi guardino le spalle

che mi puliscano il sedere

che abbattano queste barriere.

nelle notti più nere

nelle notti più nere.

 

Schivo la plastica e sono un delfino

tra le onde schivo dei bicchieri

che hanno tenuto il tuo vino

mare ricoperto

di etichette senza nome

mangio pesci senza vita

che non hanno più odore

 

Plastica nel mare,

la butto dal finestrino

me ne fotto del mondo,

odio il mio vicino

ho la mente devastata,

mi giro dall’altro lato

la mia vita è già condannata,

e condanno il mondo

anche se gratto il fondo,

non c’è luce nella melma

ho un chiodo colorato

che mi scava il cuore

ho un figlio per la testa

che non mi rivolge la parola

non distinguo una lattina

da una donna di plastica

non ho nessuno

mi mandi al diavolo

non ho nessuno

che mi mandi al diavolo

non c’è nessuno

che mi inviti al suo tavolo

non ho nessuno

che mi dica andiamo

non c’è più nessuno

che mi dica “Ti amo”.

 


martedì 5 maggio 2026

Appello al futuro sindaco di Manduria sul cambiamento climatico

Manduria e il clima che cambia: un impegno non più rinviabile. Una lettera al futuro sindaco

Secondo uno studio scientifico a Manduria la temperatura media è aumentata di circa 3,08 gradi tra il 1961 e il 2018. Per contrastare il cambiamento climatico si chiede al futuro sindaco un impegno: piantare nel proprio mandato almeno un albero per ogni cittadino manduriano. Sarebbe bello avere piazze, meno cementificate, aree verdi e zone d’ombra naturali




Con preghiera di pubblicazione

Al futuro sindaco di Manduria,

negli ultimi decenni il cambiamento climatico ha smesso di essere un fenomeno lontano per diventare una realtà concreta anche nei nostri territori. Secondo la ricerca In Marcia con il Clima, realizzata da OBC Transeuropa nell’ambito di EDJNet su dati Copernicus e European Centre for Medium-Range Weather Forecasts, a Manduria tra il 1961 e il 2018 la temperatura media è aumentata di circa 3,08 gradi.

Si tratta di un incremento molto significativo, capace di incidere su ecosistemi, agricoltura e qualità della vita. L’Alto Salento è tra le aree più colpite della Puglia, con aumenti che sfiorano i 4 gradi, ben oltre la media regionale.

Questo quadro è ancora più preoccupante se si considera che la comunità internazionale, con l’Accordo di Parigi, si è posta l’obiettivo di limitare l’aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2°C, puntando a 1,5°C. Dati come quelli registrati a Manduria mostrano quanto sia urgente agire anche a livello locale.

Non è solo una questione di numeri. Negli ultimi dieci anni, tra Taranto e Manduria, si sono verificate almeno cinque trombe d’aria, alcune delle quali distruttive. In particolare, quella del 19 luglio 2019 ha sradicato numerosi alberi di ulivo e pini marittimi, causando danni rilevanti e modificando il paesaggio rurale.

Il territorio dell’Alto Salento appare oggi più vulnerabile: meno alberi, suoli più aridi e maggiore esposizione agli eventi estremi. A ciò si aggiunge il rischio costiero. Con l’aumento delle temperature globali, il livello del mare è destinato a salire nei prossimi decenni, esponendo aree come San Pietro in Bevagna a fenomeni di erosione e, nel lungo periodo, a possibili allagamenti.

Di fronte a questo scenario, la politica locale non può limitarsi a osservare. È necessario un impegno concreto.

Per questo si chiede al futuro sindaco di Manduria di assumere un obiettivo chiaro: piantare almeno un albero per ogni cittadino nel corso del mandato. Una misura semplice ma efficace, che potrebbe diventare un modello per altri comuni italiani.

Allo stesso tempo, è importante ripensare gli spazi urbani: oggi molte piazze sono eccessivamente cementificate. Servono invece più aree verdi, alberi ad alto fusto, giardini urbani, zone d’ombra e superfici permeabili, capaci di ridurre il calore e migliorare la vivibilità.

La sensazione è che troppo spesso si continui a progettare le città come se il clima fosse quello di trent’anni fa. Ma oggi non è più così: ogni metro di cemento in più aumenta il problema, ogni albero in più è parte della soluzione.

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Miccoli