Giuseppe Miccoli riceve la menzione speciale della giuria al concorso
“Caro Piero ti scrivo”
Venezia, 14 dicembre 2024 – Nel
prestigioso concorso letterario “Caro Piero ti scrivo”, dedicato al
grande divulgatore scientifico Piero Angela (22.12.1928 - 13.08.2022),
Giuseppe Miccoli è stato insignito della Menzione Speciale della Giuria
per la sua canzone dal titolo “Se fossi mai vissuto”. L’opera è stata
lodata per la sua capacità di affrontare con sensibilità e abilità una grande
questione, ribaltata attraverso la forza evocativa di suoni e parole. “Un SE
che il cantautore in note ribadito più volte ha, per ribaltare con bei suoni e
voce, una gran questione, con abilità!” si legge nella motivazione della
giuria.
L’iniziativa è stata promossa dal Circolo Uaar di Venezia, rendendo omaggio alla memoria e all’eredità culturale di Piero Angela. Questo riconoscimento rappresenta un tributo al talento del cantautore e alla sua capacità di trasmettere messaggi profondi attraverso l’arte musicale.
Attraverso un testo profondo e
introspettivo, l’autore esplora i temi della solitudine, del conflitto
interiore e della complessità dell’esistenza. La canzone si distingue per la
sua capacità di affrontare grandi questioni universali, trasmettendo emozioni
autentiche e invitando alla riflessione.
Con una melodia che accompagna il
viaggio poetico, "Se fossi mai vissuto" diventa un inno alla
fragilità umana e alla ricerca di significato, celebrando il potere della
musica e della parola come strumenti di comprensione e connessione.
Un’opera che rende omaggio non
solo a Piero Angela, ma anche alla forza del pensiero e dell’arte.
Testo di Giuseppe Miccoli
Musica di Giuseppe Miccoli
Se fossi mai vissuto
avresti annullato
i miei sogni
avverato i tuoi
incubi
perché la
solitudine ti mostra
la parte
peggiore dell’onnipotenza
Se fossi mai vissuto
avresti azzerato
i miei pregi
e avallato i tuoi
torti
perché la
malattia ti porta a odiare
il prossimo e il
tuo futuro.
E non ho mai
guardato
nello spazio
più profondo
perché ho
paura del buio
e una
semplice luce acceca la mia mente
non riesco a
pensare
e mi affido
ai sospiri
e alle parole
dette e ridette
di una donna
che rimane lì
a pregare.
Se fossi mai
vissuto
avresti mostrato
il tuo sorriso
una potenza
bianca tra le nuvole
e il tuo
solitario senso dell’avventura
deridendo il tuo
scarso senso del dovere.
Se fossi mai
vissuto
avresti preso a
calci gli adulti
e a parolacce i
bambini
perché la
quintessenza della divinità
risiede nel
proprio complesso di superiorità.
E non ho mai
guardato
nello spazio
più profondo
perché ho
paura del buio
e una
semplice luce acceca la mia mente
non riesco a
pensare
e mi affido
ai sospiri
e alle parole
dette e ridette
di una donna
che rimane lì
a sognare.

