domenica 29 marzo 2015

Il Consiglio regionale approva la rimodulazione dell’ecotassa in Puglia

Legambiente: «È vergognoso che per il quarto anno consecutivo si premino i Comuni inadempienti incentivando ancora una volta lo smaltimento in discarica. La Puglia è l’unica regione italiana in cui l’ecotassa viene continuamente prorogata o rimodulata» 


Per il conferimento in discarica dei rifiuti, i Comuni potranno applicare l’aliquota 2013 in presenza di due condizioni: che abbiano conseguito a giugno 2015 un incremento nella raccolta differenziata del 5% in più rispetto al dato di novembre 2014; che abbiano attivato le «buone pratiche» previste nel Piano regionale dei rifiuti (ad esempio, riduzione della produzione di bottiglie di plastica attraverso l’installazione di distributori di acqua pubblica).


Inoltre i Comuni che dimostrano di aver conseguito l’obiettivo della raccolta differenziata nella misura del 65%, potranno applicare la tariffa di 5,17 euro per tonnellata. In relazione al 2014, per i comuni che non hanno raggiunto un incremento del 5% nella raccolta differenziata a giugno 2014 o del 6% a novembre dello stesso anno, è confermata l’aliquota 2013 a condizione che riescano a raggiungere entro giugno un incremento del 7% in più rispetto al periodo settembre 2012- agosto 2013 e abbiano anche attivato le buone pratiche. In questo caso, eviteranno di dover pagare circa i 25,82 euro a tonnellata previsti sul 2013 e i circa 15 euro sul 2014. 

giovedì 12 marzo 2015

I fazzoletti di carta e i contenitori della pizza si buttano nell'umido? E i gusci delle cozze? - ECO dalle CITTA'

I fazzoletti di carta e i contenitori della pizza si buttano nell'umido? E i gusci delle cozze? - ECO dalle CITTA'



Rifiuti > Raccolta differenziata 

I fazzoletti di carta e i contenitori della pizza si buttano nell'umido? E i gusci delle cozze?

Quali sono i rifiuti che vanno nell’umido? I fazzoletti di carta o i contenitori della pizza possono essere gettati nell’organico? E i gusci delle cozze? Le risposte fornite dai responsabili dell’impianto di compostaggio Tersan Puglia alle domande dei lettori di Eco dalle Città

di Giuseppe Miccoli
mercoledì 11 marzo 2015 00:06

I fazzoletti di carta e i contenitori della pizza si buttano nell'umido? E i gusci delle cozze? 
clicca sull'immagine per ingrandire
Eco dalle Città ha contattato Paolo Gadaleta, ingegnere della società Tersan Puglia che ha il compito di verificare la purezza dei rifiuti organici che vengono portati all’impianto di compostaggio di Modugno. Tersan Puglia riceve attualmente la gran parte dei rifiuti da moltissimi comuni della Puglia, tra cui il comune di Bari. Molti dei quesiti che sono stati girati all’ingegnere, provengono dai lettori di Eco dalle Città.

Buongiorno ingegnere, la prima domanda è di rito. Cosa si può gettare nella busta compostabile dell’umido?
Se consideriamo le utenze domestiche, possono essere conferiti nell’umido gli scarti alimentari (frutta, verdura, ma anche cereali, pasta, varie salse, gli scarti del pesce o le piccole ossa di animali e così via) e gli scarti del “verde” da giardinaggio (ad esempio, piante, fogliame, piccoli pezzi di legno, etc). I fazzoletti di carta ….

E arriviamo così alla prima curiosità dei lettori. Dove vanno gettati i fazzoletti di carta (sporchi di cibo o usati durante il raffreddore), la carta assorbente, i tovaglioli o la carta igienica? Per intenderci parliamo della carta bianca che si spappola facilmente in acqua.
Vanno buttati nell’umido. Parliamo di rifiuti di pura cellulosa, è vero, però non possono assolutamente essere gettati nei bidoncini della “carta”. I fazzoletti di carta, anche se sporchi di cibo, oppure usati durante il raffreddore, purchè non imbevuti di detergenti o prodotti cosmetici devono essere buttati nell’umido. Vanno bene anche quei tovaglioli o fazzoletti che hanno qualche piccola decorazione. L’importante è che non siano abbondantemente colorati. I rifiuti di quest’ultimo tipo possono contenere pigmenti o sostanze tossiche per il trattamento di compostaggio industriale.

martedì 10 marzo 2015

l'Italia in tempo reale - statistiche aggiornate al 10 Marzo 2015 ore 20:18:53

popolazione 
61.952.745 popolazione dell'Italia
         1.307 nati oggi (dall'inizio della giornata fino a questo momento)
         1.323 morti oggi
            860 nuovi immigrati oggi
            844 aumento popolazione oggi
     106.356 nati quest'anno (dall'inizio del 2015 fino a questo momento)
     107.664 morti quest'anno
       69.952 nuovi immigrati quest'anno
   6.073.038 totale immigrati presenti in Italia
        68.644 aumento popolazione quest'anno

 economia 
€ 2.220.702.481.336 debito pubblico italiano
          € 127.906.083 soldi spesi in interessi sul debito pubblico oggi
                   € 35.845 debito pro capite
             112.153.564 carte di credito in Italia
     € 56.585.698.304 soldi evasi al fisco quest'anno
                 1.093.525 famiglie italiane con un capitale superiore ad 1 milione di euro società
                      47.348 matrimoni quest'anno in Italia
                      24.150 separazioni e divorzi quest'anno in Italia
          € 420.662.864 soldi spesi in chirurgia estetica quest'anno
       € 9.808.190.085 soldi spesi dagli italiani in giochi e lotterie quest'anno
                 3.865.577 Kg pasta mangiata oggi in Italia


Ecotassa sui rifiuti in discarica. Stefano Ciafani: «Ripartire dalle esperienze delle Marche e della Sardegna» - ECO dalle CITTA'

Ecotassa sui rifiuti in discarica. Stefano Ciafani: «Ripartire dalle esperienze delle Marche e della Sardegna» - ECO dalle CITTA'

L'ecotassa punta a disincentivare lo smaltimento in discarica ma legge dal 1995 non ha raggiunto gli esiti sperati. «Solo Marche e Sardegna - spiega Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente - hanno rispettato lo spirito della legge». Previsti sconti a chi differenzia e «se il comune è sotto gli obiettivi di legge (il 65%), paga il massimo di ecotassa»

di Giuseppe Miccoli
domenica 01 marzo 2015 11:30

Ecotassa sui rifiuti in discarica. Stefano Ciafani: «Ripartire dalle esperienze delle Marche e della Sardegna» 
clicca sull'immagine per ingrandire
L’Italia ha introdotto una tassa ambientale (l’ecotassa) che disincentiva lo smaltimento in discarica. Ogni comune paga alla Regione un tributo in base alle tonnellate di rifiuti che conferisce in discarica. La legge però non ha portato gli esiti sperati. A spiegarlo è il rapporto di Legambiente "Ridurre e riciclare prima di tutto" (novembre 2013) curato daStefano Ciafani, Giorgio Zampetti, Marco Mancini e Mirko Laurenti.


Buongiorno Stefano Ciafani. Dal Rapporto emerge che le 19 regioni italiane (comprese le province autonome di Trento e Bolzano) hanno una propria ecotassa rimodulata con criteri diversi. Ne viene fuori una situazione frammentata. C’è una politica ambientale relativa alle discariche differente in ogni regione. Il risultato è che ci sono province italiane in cui lo smaltimento in discarica costa meno (specialmente nel sud Italia) e altre in cui costa di più. Condivide questa analisi?
«E’ proprio così. L’ecotassa, il tributo regionale per lo smaltimento in discarica, è uno strumento nato nel 1995 per uniformare nel paese la penalizzazione economica dello smaltimento in discarica, ma è stato utilizzato, in realtà, in maniera diversificata (con due piccole eccezioni positive che descriverò più avanti): c’è solo una cosa che contraddistingue la gran parte delle esperienze negative: questa tassa ambientale non viene utilizzata con lo stesso spirito con cui è stata istituita. E’ vero, viene fatta pagare nella gran parte delle regioni italiane, senza però, che vengano premiate le esperienze migliori, ne che vengano sfavorite quelle peggiori. In altre parole l’ecotassa, non penalizza veramente lo smaltimento in discarica, perché nella gran parte delle regioni questa tassa è troppo bassa. Quasi mai viene fatto pagare il massimo previsto dalle legge che è di 25,82 euro/tonnellata e solo in rarissimi casi ci sono delle premialità per i comuni o i bacini di ambiti territoriali più virtuosi. Questo è sbagliato. Per questo motivo non si riesce ad archiviare lo smaltimento in discarica, come è necessario fare in tutto il paese e non solo in alcune regioni».