domenica 3 novembre 2013

Raccolta differenziata: debacle dei capoluoghi pugliesi, ad eccezione di Andria - ECO dalle CITTA'

Raccolta differenziata: debacle dei capoluoghi pugliesi, ad eccezione di Andria - ECO dalle CITTA'

Legambiente Puglia boccia i risultati di RD a Brindisi (con il 26,90%), a Bari (con il 19,70%), a Lecce (con il 14,70%), a Taranto (con l’8,10%), e infine a Foggia (con il 3,70%). Virtuosa solamente Andria (67% di raccolta differenziata da settembre 2012 ad agosto 2013). Nonostante i prezzi bassi della vicina discarica di Trani, Andria trova conveniente la RD e invia l’umido a Modugno, a due passi da Bari. Al contrario il capoluogo invia l’80% dei propri rifiuti in discarica a Trani

di Giuseppe Miccoli
lunedì 28 ottobre 2013 21:21

Raccolta differenziata: debacle dei capoluoghi pugliesi, ad eccezione di Andria 
clicca sull'immagine per ingrandire
Sul fronte delle percentuali di raccolta differenziata tutti i capoluoghi pugliesi sfigurano in confronto alle vette raggiunte dal comune di Andria. Eppure uno dei tre capoluoghi della Bat Provincia non è stato inserito nella speciale classifica, stilata da Legambiente nell’ambito del progetto Ecosistema Urbano 2013, poiché, come ha dichiarato oggi Francesco Tarantini presidente di Legambiente Puglia, “i dati inviati dalla provincia di BT (Barletta-Andria-Trani)” sono stati “considerati non completi e quindi parziali”.

Ma Legambiente non ha potuto non citare il brillante risultato di Andria nella propria relazione. “Unica eccezione – si legge nella nota di Legambiente - è Andria che ha raggiunto le percentuali previste dalla legge grazie all'avvio della raccolta differenziata porta a porta. Sempre in stallo, invece, la raccolta differenziata negli altri capoluoghi pugliesi, lontanissimi dagli obiettivi di legge, con Foggia ferma addirittura al 3,7%”.


mercoledì 25 settembre 2013

Rifiuti, revisione direttiva europea. Terminata consultazione pubblica a metà settembre - ECO dalle CITTA'

Rifiuti, revisione direttiva europea. Terminata consultazione pubblica a metà settembre - ECO dalle CITTA'

Nell’ambito dell’economia europea esiste “un potenziale non sfruttato”: sono i rifiuti che finiscono in discarica o che vengono inceneriti. Perciò la Commissione Europea ha deciso di introdurre nuovi e stringenti obiettivi in tema di prevenzione, riciclaggio e incenerimento. Per il Comitato delle regioni dell'UE (CdR) "entro il 2025, riciclaggio al 70%". Per l'ACRplus l'Associazione delle Città e Regioni: "Favorevole alla messa al bando dell'incenerimento"

di Giuseppe Miccoli
mercoledì 25 settembre 2013 21:07

Rifiuti, revisione direttiva europea. Terminata consultazione pubblica a metà settembre 
clicca sull'immagine per ingrandire
Nell’ambito dell’economia europea esiste “un potenziale non sfruttato”: sono i rifiuti che finiscono in discarica o che vengono inceneriti. Da qui l’esigenza da parte della Commissione Europea di introdurre nuovi e stringenti obiettivi europei in tema di prevenzione, riciclaggio e incenerimento. E' per questo motivo che durante il periodo 2013-2014, si procederà a una revisione legislativa della attuale politica dei rifiuti. Si effettuerà anche una valutazione ex-post delle direttive tuttora vigenti comprese le modalità per migliorarne la coerenza. L’iter ha avuto inizio a giugno quando la Commissione europea ha disposto (per un periodo di quindici settimane) una consultazione pubblica sulla revisione degli obiettivi di gestione dei rifiuti. I risultati, che saranno pubblicati prossimamente sul sito http://ec.europa.eu/environment/, contribuiranno all'elaborazione di una nuova proposta legislativa. Erano attesi suggerimenti da parte di cittadini, imprese, Ong ed enti pubblici al fine di porre obiettivi sempre più ambiziosi alle amministrazioni pubbliche.


venerdì 2 agosto 2013

Puglia, Road Book ciclovia adriatica. Perché è importante conoscere i percorsi ciclabili - ECO dalle CITTA'

Puglia, Road Book ciclovia adriatica. Perché è importante conoscere i percorsi ciclabili - ECO dalle CITTA'

Intervista al mobility manager della Regione Puglia Raffaele Sforza. «Se i singoli territori comunali – ha detto a Eco dalle Città - si rendessero conto che il loro percorso ciclabile non va dal nulla al nulla ma è inserito in un sistema di ciclovie nazionali, i comuni inizierebbero a mettersi in rete adottando il tratto che lo attraversa»

di Giuseppe Miccoli
giovedì 01 agosto 2013 20:12

Puglia, Road Book ciclovia adriatica. Perché è importante conoscere i percorsi ciclabili 
clicca sull'immagine per ingrandire
Dalla legge regionale sulla mobilità ciclistica (l.r. n.1 del 2013) alla presentazione del Road Book della Regione Puglia. Entrambi hanno fatto propri i risultati del progetto di mobilità ciclistica CYRONMED, il progetto di cooperazione internazionale che aveva la Regione Puglia come capofila e che ha individuato tutti i percorsi di Bicitalia ed Eurovelo che passano all’interno del territorio regionale. 

Eco dalle Città ne ha parlato con Raffaele Sforza, mobility manager della Regione Puglia, esperto di mobilità sostenibile
Quei risultati sono stati recepiti non solo dalla legge regionale n. 1 del 2013 ma anche dal Piano regionale dei Trasporti e dal Piano regionale paesaggistico. La legge regionale è il risultato di una serie di elaborazioni e di discussioni che di fatto ha stabilito le linee guida sulla mobilità ciclistica in Puglia. La legge regionale dice che la Regione deve dotarsi di un Piano regionale della ciclabilità e che deve dotarsi di uno schema di rete ciclabile regionale le cui dorsali principali siano proprio i percorsi di Bicitalia ed “EuroVelo”. Quindi con questo “Road Book” abbiamo voluto offrire a chiunque (nel frattempo che vengano realizzate tutte le infrastrutture), uno strumento per far conoscere il miglior percorso stradale oggi esistente, praticabile da un ciclista mediamente esperto, per poter pedalare in Puglia lungo l’Adriatico da nord a sud. Abbiamo cercato di fornire informazioni utili per prevenire condizioni di pericolo . 

Può fare un esempio? 
Tra Trani e Bisceglie, sulla vecchia SS 16 c'è un ponte, POnte Lama, dove la strada si restringe e diventa pericolosa per i ciclisti specie d'estate quando il traffico aumenta, il road book avverte il ciclista che lì c’è un pericolo e segnala una variante. Un'informazione utile specie per gli stranieri. 

Uno strumento dunque sensibile agli standard europei?
Si, ma semplice, con cartografia dettagliata e con una descrizione tratta per tratta dove vengono indicati sia il tipo di pavimentazione stradale che la tipologia di strada e dunque anche il carico del traffico. Non si invita il ciclista a pedalare senza offrire delle informazioni. Il ciclista a questo punto può affrontare un lungo viaggio capendo dove andare. Ad esempio tra Mola di Bari e Cozze, in Provincia di Bari la pista ciclabile è bidirezionale lato mare, sul lato opposto per chi va verso sud quindi è spiegato al ciclista di fare attenzione perchè il punto è pericoloso.

Di tutto questo si è parlato a Vienna, durante la conferenza mondiale di Velocity?
A Vienna durante la conferenza si è detto che la Ciclovia Adriatica (da Trieste a Santa Maria di Leuca) è candidata a diventare un percorso Eurovelo che collegherebbe addirittura Danzica al Salento. Per la Puglia sarebbe molto importante perché proprio la Regione Puglia l'anno scorso ha richiesto anni fa, tramite la Conferenza Stato-Regioni e, in occasione di una specifica audizione parlamentare presso la commissione trasporti della Camera sulle reti TENT (Trans Europee di Trasporti), che la rete Eurovelo fosse inserita in quelle reti ritenute strategiche dall’Unione Europea e quindi beneficiarie di appositi finanziamenti. 

Cosa significa per la Puglia e per un comune arrivare a questo risultato. Cioè vedersi accreditare un percorso Eurovelo dall’ European Cyclists' Federation (ECF) che è titolare del progetto? 
Per un comune sapere che il proprio tratto di ciclovia è parte di un percorso nazionale o internazionale vuol dire molto. Sarebbe un motivo in più per essere attrattore di cicloturismo. Se i singoli territori si rendessero conto che il loro percorso non va dal nulla al nulla ma è inserito in un strategia o in contesto nazionale, i comuni più sensibili inizierebbero a mettersi in rete adottando il tratto che lo attraversa, realizzando eventuali interventi di ciclabilità e sicurezza e mettendoci un’adeguata segnaletica di percorso nazionale o europeo. 

E’ come restituire un senso alle cose. Il Road book permette di comprendere l'utilità di una pista ciclabile nel suo valore più ampio non solo di elemento strategico ambientale ma anche economico-turistico
Sicuramente. Ma Il road book è solo il primo passo per conoscere il percorso. Il livello successivo sarebbe di intervenire sulle carreggiate e eliminare le criticità. 

Per il comune di Bari cosa secondo Lei è prioritario? 
Realizzare una passerella ciclo pedonale sul canale Lama Balice, all’altezza della vecchia Motorizzazione, per ricucire il territorio di Fesca con quello di Palese e consentire a chiunque voglia andare in bicicletta di poterlo attraversare. Se si decidesse di spendere qualche risorsa per eliminare queste criticità avremmo un prodotto cicloturistico molto ben inserito nel mercato.






Notizie correlate



sabato 20 luglio 2013

Accordo quadro ANCI - CONAI: sottoscrivi le nostre proposte - Ass. dei Comuni Virtuosi

Accordo quadro ANCI - CONAI: sottoscrivi le nostre proposte - Ass. dei Comuni Virtuosi

Entro l’autunno l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) deve ridefinire i termini degli accordi con il CONAI, il consorzio che rappresenta tutti i consorzi di filiera degli imballaggi.
Uno studio effettuato in collaborazione con ESPER evidenzia lo stato di notevole svantaggio in cui versano i Comuni italiani rispetto ai loro pari europei. Di fatto i nostri Enti Locali si trovano ad affrontare con scarsissime risorse e strumenti una situazione di massima difficoltà su cui non hanno la possibilità di incidere a monte nel processo di formazione dei rifiuti da imballaggi.
I comuni italiani si trovano in condizioni di grande difficoltà economica: da un lato i continui tagli dei trasferimenti di stato e regioni rendono sempre più difficile garantire livelli minimi di servizi per cittadini, dall’altro le norme di indirizzo dell’UE e nazionali, anche nel settore della raccolta differenziata, indicano correttamente la necessità di raggiungere obiettivi minimi di intercettazione e riciclo di materia dai rifiuti. Questi servizi hanno evidentemente dei costi importanti che, se non compensati da adeguati corrispettivi per vendita degli imballaggi, rischiano di ricadere unicamente nelle bollette di famiglie e imprese.

Come Associazione Comuni Virtuosi riteniamo che l’Accordo ANCI-CONAI in scadenza vada radicalmente riscritto accogliendo le proposte che qui vi presentiamo. Invitiamo tutti i Comuni a sottoscriverle affinché possano arrivare con forza al tavolo delle trattative.

 LEGGI IL DOSSIER E SOTTOSCRIVI LE NOSTRE PROPOSTE DI MODIFICA

Per fare sentire la voce dei Comuni abbiamo bisogno di essere in tanti, chiediamo pertanto agli ENTI LOCALI: Comuni, ma anche Provincie e Regioni di sottoscrivere le nostre proposte contenute nel DOSSIER Analisi dei risultati ottenuti dal sistema Conai e proposte di modifica dell’accordo, tramite l'invio di una mail alla casella di posta:
Indicare nella mail i riferimenti dell'Ente Locale che sottoscrive e i riferimenti di contatto di cui dovremo tenere conto per l'invio degli aggiornamenti correlati all'iniziativa.

Scarica il Dossier completo>> e/o la Sintesi>>

Anci Puglia, Rifiuti: i comuni partecipano a costruzione nuovo accordo Anci-Conai con iniziativa "Riscriviamolo da protagonisti"

Rifiuti: I comuni partecipano a costruzione nuovo accordo Anci-Conai con iniziativa "Riscriviamolo da protagonisti" - Anci Puglia.

L'Associazione Comuni Virtuosi, ACV ha presentato lo scorso 2 luglio, all'interno di una conferenza stampa a Roma a Palazzo Montecitorio, un dossier che contiene, oltre aspetti poco noti dell'accordo in scadenza, 10 proposte che l'ACV sta sottoporre all'attenzione dei Comuni italiani, dell'ANCI e del Governo, affinché diventino punti irrinunciabili del nuovo accordo con azioni da mettere in campo a livello nazionale per sostenere ed incentivare le attività di prevenzione dei rifiuti da imballaggio.
Le proposte del dossier stanno ottenendo un grande consenso non solamente da parte dei Comuni ma anche dalle associazioni di categoria delle aziende che si occupano della raccolta e del riciclo dei rifiuti (Federambiente, FiseAssoambiente, UNIRE, ASSORIMAP ecc.) dimostrando che i problemi evidenziati da affrontare non riguardano solo gli enti locali.
Segnaliamo tra i link di aggiornamento a seguire l'intervista di Assorimap che traccia il quadro della crisi del settore delle aziende di riciclo della plastica (ed indica alcune possibili vie d'uscita), e il nostro comunicato di replica alle dichiarazioni espresse lo scorso venerdì a Adkronos dal Direttore generale Conai Walter Facciotto e dal delegato Anci rifiuti ed energia Filippo Bernocchi.

Il Ministro Orlando ha rilanciato alcune delle nostre 10 proposte chiedendo ai consorzi di filiera di aumentare il supporto economico ai Comuni e dichiarando la necessità di rivedere la Tares. Ricordiamo che per l'abolizione della Tares si è recentemente schierata anche Legambiente.
PERCHE' SOTTOSCRIVERE
I comuni italiani si trovano in condizioni di grande difficoltà economica: da un lato i continui tagli dei trasferimenti di stato e regioni rendono sempre più difficile garantire livelli minimi di servizi per cittadini, dall'altro le norme di indirizzo dell'UE e nazionali, anche nel settore della raccolta differenziata, indicano correttamente la necessità di raggiungere obiettivi minimi di intercettazione e riciclo di materia dai rifiuti. Questi servizi hanno evidentemente dei costi importanti che, se non compensati da adeguati corrispettivi per vendita degli imballaggi, rischiano di ricadere unicamente nelle bollette di famiglie e imprese.
Delle centinaia di milioni di euro all'anno che vengono incassati dal Sistema Conai, solo poco più di un terzo viene girato ai Comuni e queste risorse spesso non entrano neppure nelle casse comunali poiché vengono in gran parte utilizzate per pagare le piattaforme private che si occupano delle preselezione di tali flussi.
Considerando l'ultimo dato disponibile riferito al 2011 si evince che i comuni avrebbero beneficiato di circa 297 milioni al lordo dei costi di preselezione (si stima che al netto di tali costi rimanga circa la metà ai comuni) a fronte del ricavo totale annuale del sistema Conai di 813 milioni di euro.
I corrispettivi che i Comuni ricevono dal Conai coprono solamente un terzo dei costi dei servizi di raccolta (nel 2011, in media, solo un terzo dei costi delle raccolte era sostenuto dai corrispettivi Conai per un campione in cui veniva raggiunto il 35 % di RD mentre nei Comuni dove si raggiunge il 65 % di RD il tasso di copertura dei costi è pari al 20 % circa).
L'Osservatorio Rifiuti della Provincia di Torino (che nel 2012 ha raggiunto il 51 % di RD) ha effettuato un accurato monitoraggio dei costi di raccolta fin dal 2007. Nel 2011 la quota di costi di raccolta dei soli imballaggi coperta grazie ai corrispettivi riconosciuti dal Conai risulta pari al 28,7 %.
I corrispettivi ricevuti dai Comuni italiani per sostenere i costi della RD sono i più bassi in assoluto tra quelli dei paesi esaminati nel dossier: Francia, Portogallo, Paesi Bassi.
È evidente che la compensazione per i costi sostenuti dalle RD per i Comuni deve essere allineata a quella degli altri paesi e che per reperire i fondi necessari debba entrare in gioco una riduzione dei costi di struttura del sistema Conai e un deciso aumento del CAC ( che deve essere commisurato in base alla effettiva riciclabilità degli imballaggi penalizzando fortemente le frazioni perturbatrici del riciclaggio e favorendo gli imballaggi totalmente riciclabili con bassi costi ambientali energetici ed economici).
Nel resto d'Europa i contributi versati dalle imprese sono infatti molto più elevati e comprendono il rimborso dei costi di preselezione. Solamente allineando i contributi nazionali rispetto a quelli degli altri paesi europei sarà possibile sostenere una gestione efficiente e sostenibile di questi servizi anche in Italia. Se si aumentano le quote di riciclo e si crea un mercato per le materie prime seconde si apriranno importanti prospettive occupazionali. Si calcola che una raccolta differenziata efficiente e diffusa in Italia potrebbe generare almeno 200.000 nuovi posti di lavoro distribuiti capillarmente in tutto in tutto il Paese.
Per quanto riguarda la produzione di imballaggi si sta assistendo ad un aumento della loro complessità che determina delle criticità di gestione, dalla fase di corretta differenziazione nelle case fino a quelle successive di raccolta- selezione-riciclo. Soprattutto per quanto riguarda la plastica sono le stesse associazioni di riciclatori, come Plastic Recyclers Europe, che identificano in un marketing orientato soprattutto all'impatto estetico, a discapito della riciclabilità, una possibile minaccia al raggiungimento degli obiettivi di riciclo europei. E' evidente che appelli al mondo della produzione a livello volontaristico, che l'ACV sta portando avanti con un'iniziativa denominata Meno Rifiuti più Benessere in 10 mosse, non possano essere risolutivi senza l'attivazione di una leva economica a monte che indirizzi il mercato verso scelte aziendali di packaging sostenibile.

LEGGI IL DOSSIER E SOTTOSCRIVI LE PROPOSTE DI MODIFICA
Per fare sentire la voce dei Comuni abbiamo bisogno di essere in tanti, chiediamo pertanto agli ENTI LOCALI: Comuni, ma anche Provincie e Regioni di sottoscrivere le nostre proposte contenute nel DOSSIER Analisi dei risultati ottenuti dal sistema Conai e proposte di modifica dell'accordo, tramite l'invio di una mail alla casella di posta:adesioni@comunivirtuosi.org. Indicare nella mail i riferimenti dell'Ente Locale che sottoscrive e i riferimenti di contatto di cui dovremo tenere conto per l'invio degli aggiornamenti correlati all'iniziativa.
IL RESOCONTO DELLA CONFERENZA STAMPA TENUTASI IL 2 LUGLIO A PALAZZO MONTECITORIO.
A Walter Regis di Assorimap, intervenuto a sottolineare come "gli attuali squilibri messi in luce dal dossier dei Comuni Virtuosi non siano da imputare ad una mancanza di competenze tecniche da parte delle aziende, bensì ad un sistema distorto di gestione dei rifiuti in cui un'imprenditoria monopolistica ha portato avanti gli interessi di pochi a discapito delle collettività", ha fatto eco Alberto Ferro, di Federambiente. "Come esposto nel documento redatto a novembre scorso da Federambiente ha dichiarato Ferro - esiste forte la necessità tanto di incentivare e proteggere la filiera di prossimità, quanto quella di evitare nel contempo che sia il cittadino ,in qualità di consumatore, contribuente e utente TIA, a farsi carico dei costi. E' auspicabile che la prossima fase di revisione dell'accordo ANCI-CONAI non conservi alla lettera il contenuto del vecchio accordo e che all'opposto introduca una decisa e coraggiosa svolta. L'azione di polso da parte dei Comuni può contare su un supporto importante: il coinvolgimento del maggior numero di attori possibile, grazie al quale diventi possibile scardinare l'ormai obsoleta e squilibrata dicotomia tra comuni e consorzio".
Per leggere Il resoconto completo cliccare quì

mercoledì 10 aprile 2013

DANTE ALIGHIERI


DANTE ALIGHIERI

LA DIVINA COMMEDIA

Inferno:
01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11
12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 
23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34
Purgatorio:
01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11
12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33
Paradiso:
01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11
12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33





martedì 19 marzo 2013

"Dieci consigli per scrivere un tema"

di Alessandro Marescotti

Per i miei studenti ho scritto questa piccola guida: "Dieci consigli per scrivere un tema"

Eccoli...

1) Occorre in primo luogo analizzare attentamente la traccia e capire cosa viene richiesto esattamente. Rileggerla quindi almeno cinque o sei volte, specie se è lunga.

2) La brutta copia è una “tempesta di idee”. Esse emergono confusamente e in modo disordinato. Ad esempio possono venire alla mente prima le idee da mettere in coda e poi quelle iniziali. Per questo la brutta copia deve essere un foglio di lavoro in cui spostare i blocchi di idee mediante frecce o altri sistemi (asterischi, ecc.).

3) Per scrivere un tema occorre quindi passare dall'idea grezza all'idea rifinita. Questo passaggio porta a modificare la brutta copia del tema tante volte, anche tre o quattro volte se necessario. La bella copia non è solo una questione “estetica” ma di riordino delle idee che deve essere compiuto in brutta.

4) La brutta copia non può essere modificata se non lasciamo uno spazio bianco libero a destra per le correzioni. Occorre quindi lasciare una colonna vuota sulla destra del foglio sia in brutta che in bella copia: in brutta per le proprie modifiche e in bella per le correzioni dell’insegnante. Una volta “ben lavorata” e ben controllata la brutta, è possibile trascrivere nella bella copia le idee e i pensieri modificati.

5) Le modifiche devono rendere le frasi maggiormente scorrevoli, chiare e corrette. Oltre agli errori vanno eliminate le ripetizioni. Va controllata la punteggiatura con molta attenzione. A tal fine occorre rileggere le frasi molto lunghe e suddividerle in frasi più brevi: in tal modo essere divengono più ordinate e si riducono gli errori. Le frasi brevi sono più efficaci ma non devono essere banali. La lunghezza di una frase non dovrebbe andare oltre le 20 parole. Infatti questo testo è composto di frasi che in grandissima maggioranza non supera le 20 parole. Usa all’inizio delle frasi la parola “infatti”, “quindi”, “perciò” al fine di rendere maggiormente collegate e logicamente conseguenziali le frasi. Oppure usa espressioni come “da quanto detto sopra si può notare che…”
oppure “è molto importante osservare che…”. Così il testo non diventa piatto e noioso.

6) Se hai tempo usa il dizionario per sostituire alle parole più comuni altre parole più ricercate e precise, ossia sinonimi ben scelti. Importante è quindi il dizionario che non solo ci consente di individuare gli errori, ma che offre l'opportunità di rendere più ricco il tema sostituendo alle solite parole nuovi termini più precisi e mirati o dotati di maggiori sfumature. Ad esempio si può
scrivere al posto di “ingiustizia” la parola “arbìtrio”, “iniquità”,
“sopruso”, “prevaricazione”, “prepotenza”. Come si può notare ogni
termine aggiunge una sfumatura nuova. E’ come avere a disposizione 256 colori anziché 16 per realizzare un disegno.

7) Molto importante è imparare a “smontare” il tema come se fosse un gioco di costruzioni; smontando e rimontando le frasi
noi possiamo eliminare i pezzi che non servono, le inutili ripetizioni,
le idee confuse e abbiamo l'opportunità di fare ordine, correggere,
migliorare e rendere i pensieri maggiormente precisi e chiari, ossia
rispondenti a ciò che vogliamo effettivamente comunicare. Questa pratica di miglioramento e di correzione del testo si può paragonare al lento procedimento necessario a cucinare qualcosa per poi servirla in tavola in forma gradevole; e infatti i giornalisti dicono in gergo “sto cucinando il mio articolo”. E' abbastanza chiaro che l'uso dei programmi di videoscrittura per computer consente di modificare il testo per una quantità di volte quasi infinita ed è quindi sicuramente adatto a migliorare il testo; pertanto è importante che anche a scuola e a casa si impari a scrivere con il computer e non solo a utilizzarlo come macchina da scrivere per ricopiare in bella i testi. L'uso della videoscrittura consente di non separare la brutta e la bella copia, in quanto la brutta copia diventa un po' alla volta, grazie alle modifiche, la bella copia, risparmiando quasi il 50 per cento del tempo di trascrizione in bella.

Infine qualche consiglio a chi “scrive poco” o stenta a trovare idee.

8) Vi è il sistema inglese di preannunciare ciò che si intende dire, passando poi alla spiegazione analitica per concludere con il riassunto di ciò che è stato detto.

9) Altro sistema è quello di rileggere il testo e ampliare singoli punti con informazioni ulteriori, ad esempio descrizioni o riflessioni.
Facciamo un’ipotesi: nel tema parliamo di un nostro amico che ci ha confidato un segreto e il tema richiede la trattazione della questione della fiducia e dell’amicizia nei rapporti interpersonali. Possiamo soffermarci (senza però perdere il filo del discorso e andare fuori traccia) sulla descrizione del nostro amico (gli diamo un volto, un’età, un’altezza, una corporatura, un tono di voce, pur senza rivelarne l’identità) e della circostanza in cui ci ha parlato (in treno, a scuola, in una circostanza molto imbarazzante, ecc.). Tutto ciò non deve servire ad andare fuori tema ma può dare più colore e vivacità alla nostra narrazione, togliendola dalla banalità, dalla genericità e da una certa piattezza. In generale è cosa intelligente trasformare alcune esposizioni generiche in vere e proprie narrazioni (“a questo proposito vorrei raccontare una storia interessante”). Questo consiglio non va bene per il tema storico, a meno che non sia un tema sulla storia recente e non si siano conosciute persone che abbiano partecipato ad eventi storici collettivi.

10) Un ulteriore consiglio è quello di vedere l’argomento (ad esempio la globalizzazione, i diritti degli immigrati, la pena di morte, ecc.) da diversi punti di vista: come lo vedo io, come lo vedono gli altri, come è presentato in TV o sui giornali, come lo vede la Chiesa, come è percepito in maniera errata da alcune categorie di persone, come può essere inquadrato storicamente, giuridicamente, ecc.

Tutto chiaro?

giovedì 14 febbraio 2013

IL DECALOGO DI M’ILLUMINO DI MENO


IL DECALOGO DI M’ILLUMINO DI MENO
Buone abitudini per la giornata di M’illumino di Meno (e anche dopo!)
1. spegnere le luci quando non servono

2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici

3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria

4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola

5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre

6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria

7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne

8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni

9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni

10. utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.

sabato 26 gennaio 2013

Bari, moto dog per le deiezioni canine. Il calendario Amiu degli interventi per quartieri - ECO dalle CITTA'

Bari, moto dog per le deiezioni canine. Il calendario Amiu degli interventi per quartieri - ECO dalle CITTA'


Un enorme problema che affligge i marciapiedi (e le scarpe dei baresi) sono le deiezioni canine. Secondo una stima effettuata dall’Amiu di Bari la popolazione caninasi aggira tra i 25 e i 30 mila individui adulti. “Tanti – dice l’Amiu – se si pensa che questi, mediamente, possano espletare i loro bisogni corporali almeno tre volte al giornoUn problema impossibile da risolvere, dunque, senza la necessaria collaborazione di quei cittadini che posseggono un cane.

In base all’ordinanza sindacale n. 4423/1999 la raccolta delle deiezioni dei propri animali è obbligatoria per motivi di decoro e soprattutto d’igiene. A ricordarci di come questa norma sia ancora in vigore è stata la notizia Ansa dell’11 gennaio. Notizia che molto probabilmente finirà in qualche rivista di enigmistica.

“Un cittadino – si legge – e' stato multato per 300 euro da un vigile urbano per non avere raccolto le feci del cane di grossa taglia che stava portando al guinzaglio in largo Adua. Dopo essersi presentato come un dog sitter, si è giustificato con i vigili dicendo di non essersi accorto di nulla. Oltre a pagare la multa, ha naturalmente dovuto anche ripulire il marciapiede sporcato. Probabilmente a causa di questa notizia, l’Amiu ha ricordato sul proprio sito il programma settimanale per la rimozione di ciò che viene abbandonato abusivamente dai padroni distratti.


Calendario zona di Lavoro per Moto Dog: 


martedì 8 gennaio 2013

Foggia, rifiuti. Affidamento temporaneo ad Amiu di Bari. Vendola firma l'ordinanza - ECO dalle CITTA'

Il presidente della Regione Puglia ha firmato l'ordinanza per affidamento temporaneo (12/18 mesi) ad Amiu di Bari per la raccolta dei rifiuti prodotti dal comune di Foggia. Vendola “un’esperienza pilota, il pubblico che aiuta il pubblico grazie alla sinergia territoriale tra pubbliche amministrazioni, una prova straordinaria di solidarietà”.

martedì 08 gennaio 2013 21:27

Foggia, rifiuti. Affidamento temporaneo ad Amiu di Bari. Vendola firma l'ordinanza 
clicca sull'immagine per ingrandire
“Poteva essere una ferita che non si rimarginava tanto facilmente, una ferita purulenta, come è accaduto in altre realtà d’Italia. Invece la crisi del ciclo dei rifiuti a Foggia è diventata l’occasione per mettere in campo una straordinaria storia di solidarietà tra pubbliche amministrazioni. Oggi ho firmato un’ordinanza che ha un carattere di chiusura definitiva di emergenza. Storie analoghe altrove sono finite, non solo abbandonate a se stesse in una specie di cronicità, ma anche sulla stampa internazionale. Qui invece, grazie alla pazienza di tanti attori istituzionali e a fronte di una situazione complicata con molte zone d’ombra, siamo stati in grado di reagire scrivendo una pagina di buona politica non soltanto dal punto di vista della pulizia di una grande città, ma anche della pulizia in generale”. Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola in conferenza stampa a Bari presentando l’ordinanza, da lui firmata in mattinata, per l’affidamento temporaneo (12/18 mesi) all’AMIU Bari del servizio di raccolta dei rifiuti nella città di Foggia e della gestione dell’impianto di selezione e di biostabilizzazione del capoluogo dauno. Per Vendola “un’esperienza pilota, il pubblico che aiuta il pubblico grazie alla sinergia territoriale tra pubbliche amministrazioni, una prova straordinaria di solidarietà”.
“Il fallimento dell’azienda municipalizzata di gestione dei rifiuti nella città di Foggia– ha spiegato il Presidente - ha provocato una crisi drammatica, con la monnezza che si accumulava per le strade e una città che si è trovata in gravissima difficoltà. Il Sindaco, da parte sua, ha ereditato una storia, una brutta storia, che viene da molto lontano. Noi abbiamo affrontato questo elemento di crisi mettendo in campo la solidarietà tra diverse pubbliche amministrazioni e abbiamo lavorato perchè l’AMIU di Bari potesse, da oggi, adottare la città di Foggia, consentendo un’opera di bonifica di tutto il ciclo dei rifuti che, talvolta, è anche infilitrato da dinamiche affaristiche e malavitose”.
“Abbiamo messo in campo – ha concluso Vendola – una buona pratica e un buon esempio e questo grazie allo spirito di collaborazione di tutti e alla generosità e lungimiranza del Sindaco di Bari. Vorrei anche ringraziare molto il prefetto di Foggia per un’atteggiamento di straordinaria responsabilità che ha saputo condividere con tutti noi. Così si possono risolvere problemi complessi, con spirito di collaborazione”.

mercoledì 2 gennaio 2013

Foggia, rifiuti. Cassonetti bruciati, atti di sabotaggio e mezzi fuori uso | I dati del 2011

Nella notte 11 i cassonetti bruciati a Foggia. Dall'inizio dell'emergenza sono oltre 250 gli interventi eseguiti dai vigili del fuoco. Raccolta difficile per guasti a tre mezzi e acqua nei serbatoi. Il nuovo piano di interventi dell'Unita di crisi: suddivisa la città in 9 macro aree. Le domande dei lettori: quante tonnellate di rifiuti vengono prodotte ogni giorno? E in un mese? I dati elaborati da Eco dalle Città

di Giuseppe Miccoli
mercoledì 02 gennaio 2013 18:32

Foggia, rifiuti. Cassonetti bruciati, atti di sabotaggio e mezzi fuori uso | I dati del 2011 
clicca sull'immagine per ingrandire
Solo vandalismo o strategia criminale di chi ha interesse a tenere la città sotto lo scacco dell’emergenza? Sono i 11 cassonetti bruciati nella notte a Foggia, in centro come in periferia, che si vanno ad aggiungere a quelli ridotti in cenere nell’ultimo dell’anno. Dall'inizio della crisi, dal 14 dicembre, - fa sapere la polizia municipale di Foggia - sono stati circa 250 gli interventi eseguiti dai vigili del fuoco per spegnere gli incendi ai cassonetti. Giorni fa, invece, nel serbatoio di un mezzo di proprietà del comune (uno dei pochi recuperati dal fallimento) invece del carburante gli operatori hanno trovato dell’acqua. Inoltre, aumentano le difficoltà nella raccolta a causa di un guasto intervenuto, non di uno, di ben tre compattatori a carico laterale, che saranno sostituiti nei prossimi giorni.

Per Francesco Arcuri – ha dichiarato l'assessore alla Polizia Municipale e sicurezza del Comune di Foggia - la situazione si va stabilizzando. Riguardo agli incidenti, l’assessore crede che siano solo atti di vandalismo. “Non ci sono motivi oscuri dietro ai casi del genere. Tuttavia la gestione ordinaria (e non più emergenziale, ndr) scatterà dal 15 gennaio quando arriverà l'AMiu di Bari. “Il 15 gennaio - fa sapere l'assessore Arcuri - certamente arriverà. Se sarà possibile anche prima”. Ogni giorno in più di emergenza è estremamente costoso per le casse comunali. Secondo le stime sono oltre 25 mila euro al giorno destinate alla raccolta (più gli altri servizi di pulizia straordinaria) ma è a parte il costo di smaltimento. Il doppio rispetto a un canone in regime ordinario.