Il 5 settembre 2012 il Comune di Bari ha presentato alla stampa la nuova “rimodulazione” della Tarsu. Si tratta, nei fatti, di un aumento del 30% per adempiere a un dovere di copertura dei costi imposto dal decreto Monti (art. 117 del dlgs n. 267/2000, cfr. anche normativa istitutiva della TARES): “Negli anni scorsi – si legge in una nota tecnica dell’Amiu del 4 ottobre – il saldo per la copertura del servizio (che risulta da 4 anni bloccato al valore del 2009) veniva assicurato dal Comune grazie a fondi di altra provenienza, anche statali”. Senza questi trasferimenti, dunque, è ora il Comune che deve farsi carico di tutte le spese di gestione dell’Amiu, i cui costi di servizio sono aumentati da 52,5 milioni del 2007 a 63 milioni del 2012 (iva inclusa). Di qui l’esigenza del Comune di aumentare la copertura dei costi, dal 61% del 2007, al 74% del 2010, fino al 90% del 2012.
Le cause principali di tale incremento sono individuate proprio dal sindaco Michele Emiliano in un comunicato diffuso tramite Facebook, e cioè “l’incremento dell’ 1% dell’IVA, l'aumento di circa il 50% del gasolio da trazione e l’impennata dei costi dell'energia”, a cui devono aggiungersi – si legge nella delibera comunale “Tarsu anno 2012” – "i maggiori costi connessi all’estensione della raccolta differenziata nei vari quartieri cittadini, e, ancora, l’aggravio determinato dall’aumento dell’ecotassa deliberato dalla Regione nel mese di dicembre 2011. Quest’ultimo, infatti, comporta per Bari - in base alle attuali risultanze della raccolta differenziata - un incremento da € 7,5 a ben € 25,82 per ogni tonnellata conferita in discarica".
domenica 4 novembre 2012
Puglia, raccolta dell’umido: a settembre 21 comuni fanno meglio di Bari - ECO dalle CITTA'
I problemi sollevati dall’Amiu relativamente alle soglie di impurità della frazione umida non coinvolgono, secondo i dati, gli altri 24 comuni che conferiscono presso l’impianto di compostaggio di Modugno. Le soglie di impurità al 3% nel mese di settembre non hanno fermato, ad esempio, il comune di Andria che ha portato alla Tersan di Modugno all’incirca 878 tonnellate di organico, con soglie vicine al 2% di impurità, a fronte delle sole 80 tonnellate raccolte nel comune di Bari (di cui 4,7 nel punto ecologico del quartiere Poggiofranco-San Pasquale). Fa meglio di Bari anche la città di Brindisi (con 327 tonnellate), Rutigliano (222), Molfetta (222), Canosa di Puglia (214), Mola di Bari (204), Fasano (193,5), Ceglie Messapica (121), Barletta (119), Francavilla Fontana (105). In molti di questi centri si effettua il porta a porta di tipo domiciliare.
Eppure, secondo l’Amiu, la raccolta dell’organico nel Comune di Bari, che potrebbe garantire il raggiungimento in tempi brevi di almeno il 40-45% di raccolta differenziata, è resa impossibile dalle forti restrizioni indicate dall’impianto di compostaggio Tersan di Modugno. Questo è quello che emerge dalla nota tecnica inviata dall’Amiu di Bari all’impianto di compostaggio. “L’umido e il rifiuto verde raccolto deve avere delle soglie di impurità non superiori al 3%, mentre la legge regionale - fa notare Amiu - indica una media annuale del 7% a fini di premialità per l’ecotassa”. Inoltre sono pesantissime, per l’Amiu di Bari, le penali inflitte ai comuni, fino a 300 euro per ogni carico respinto. “Si può ben comprendere – si legge nella nota tecnica dell’Amiu – quindi, come a fronte del rischio di pagare € 300 per ciascun conferimento respinto con impurità superiore alla soglia del 3% (cui bisogna aggiungere i costi di trasporto A/R dall’impianto) Amiu Spa (come qualsiasi altro soggetto pubblico che deve evitare spese inutili a carico dei cittadini) ritenga prudenzialmente di avviare i carichi incerti al trattamento di biostabilizzazione come indifferenziato”.
Dura la risposta dell’impianto Tersan. “Si tratta – si legge nella nota tecnica di risposta – solo di mancata volontà a promuovere una seria raccolta differenziata”. La Tersan chiarisce che le analisi merceologiche non vengono effettuate facendo “una rapida ispezione visiva, ma sono il risultato di una caratterizzazione accurata svolta in presenza di un chimico e di un responsabile Amiu”, i quali, alla luce dei risultati ottenuti verbalizzano le proprie opinioni.
Eppure, secondo l’Amiu, la raccolta dell’organico nel Comune di Bari, che potrebbe garantire il raggiungimento in tempi brevi di almeno il 40-45% di raccolta differenziata, è resa impossibile dalle forti restrizioni indicate dall’impianto di compostaggio Tersan di Modugno. Questo è quello che emerge dalla nota tecnica inviata dall’Amiu di Bari all’impianto di compostaggio. “L’umido e il rifiuto verde raccolto deve avere delle soglie di impurità non superiori al 3%, mentre la legge regionale - fa notare Amiu - indica una media annuale del 7% a fini di premialità per l’ecotassa”. Inoltre sono pesantissime, per l’Amiu di Bari, le penali inflitte ai comuni, fino a 300 euro per ogni carico respinto. “Si può ben comprendere – si legge nella nota tecnica dell’Amiu – quindi, come a fronte del rischio di pagare € 300 per ciascun conferimento respinto con impurità superiore alla soglia del 3% (cui bisogna aggiungere i costi di trasporto A/R dall’impianto) Amiu Spa (come qualsiasi altro soggetto pubblico che deve evitare spese inutili a carico dei cittadini) ritenga prudenzialmente di avviare i carichi incerti al trattamento di biostabilizzazione come indifferenziato”.
Dura la risposta dell’impianto Tersan. “Si tratta – si legge nella nota tecnica di risposta – solo di mancata volontà a promuovere una seria raccolta differenziata”. La Tersan chiarisce che le analisi merceologiche non vengono effettuate facendo “una rapida ispezione visiva, ma sono il risultato di una caratterizzazione accurata svolta in presenza di un chimico e di un responsabile Amiu”, i quali, alla luce dei risultati ottenuti verbalizzano le proprie opinioni.
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