lunedì 20 dicembre 2010

Canapa, erba proibita… dal petrolio?

CANAPA, Erba proibita… dal petrolio?


Stasera ho visto un bellissimo documentario dal titolo, “l’erba proibita[1]” nel quale si evidenziano la straordinaria versatilità di una pianta dalle mille proprietà, e il torpore della stupidità umana, stretta nella morsa delle sue paure. 

Una pianta nobile dimenticata, rifiutata come il diavolo, che ha salvato l’uomo dai secoli, proteggendolo dalla culla della civiltà fino ai giorni della nostra ignoranza. Una materia prima che unita assieme al meraviglioso lavoro dell’uomo, ha creato doni come carta, cime, corde, stoffe, usata in medicina, come sciroppo, analgesico, in cucina come olio, come farina per alimenti, o come mangime per animali, in edilizia come materiale isolante (invece del polistirolo) e laterizi, in industria come resine speciali che consentono di produrre vernici e derivati petrolchimici: una plastica che è dieci volte più resistente dell'acciaio. E’ anche propellente, una benzina per i motori, e poi, infine  per i protezionisti solo e soprattutto marijuana!
Questa pianta è la CANAPA.

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Nel 1937 negli USA, per salvaguardare gli interessi del petrolio, per fare in modo che il boom del motore a scoppio coincidesse con la sopravvivenza degli industriali petroliferi della Oil company, la CANAPA divenne droga con il Prohibitive Marihuana Tax Law.

Il paese che aveva scritto la propria costituzione su carta di canapa, e cucito la propria bandiera con lo stesso materiale, la rinnega 150 più tardi mettendola al bando per gli interessi petroliferi, mentre vent’anni prima l’aveva promossa come materia prima principale da usare per la carta, al posto degli alberi.

Questo è successo perché John Ford aveva realizzato una macchina, il modello conosciuto Ford T,  con parti in plastica e vernici derivanti dalla canapa Non solo, Ford utilizzava la canapa come propellente, un carburante naturale per produrre l’energia necessaria per i propri motori. Sarebbe stato un mondo tutto diverso!

La Dupont in quegli anni aveva messo a punto i brevetti per molti materiali chimici e plastici (nylon, cellophane, etc.) derivanti dal petrolio, e l’industria petrolifera finalmente avrebbe potuto espandersi, dopo aver bivacchiato e rischiato l’estinzione per più volte dal 1859 fino al 1937.

L’uso e lo sviluppo della Canapa, era un nemico troppo forte che avrebbe portato loro la rovina finanziaria. Senza poi aggiungere che la ricchezza e il potere politico, sarebbe finito nelle mani dei contadini americani, intensi coltivatori di canapa.

Due furono le armi usate, l’arma del proibizionismo, e il “molto strano” repentino abbassamento prezzo del petrolio, rimasto basso praticamente fino al 1998 quando il Brent ha toccato il suo minimo storico il 10 dicembre 1998 quando fu quotato a 9,55 $ al barile. Il massimo storico invece, è dell'11 luglio 2008 quando le quotazioni registrarono i 147,25 $ al barile. Oggi (2009) si è assestato sui 30 – 40 $ al barile.

Introdurre la Canapa, estirpata con bigottismo luciferino dalla coscienza civile, significa stravolgere il sistema economico mondiale. Il nostro sistema economico si regge sul petrolio, sulla chimica, sull'alcol, sulle industrie di tabacco, sui derivati petrolchimici. Spostiamo il dibattito da “se è giusto fumarla oppure no” a “è giusto inquinare meno, diversificare l’energia, produrre carta di canapa”?

L’uso più valorizzante sembrerebbe essere la CANAPA dal minimo impatto ambientale. Riappropriamoci di certi argomenti.

Oggi in Italia è persino proibito coltivarla. Tutto ciò, nonostante agli inizi del novecento, fossimo il secondo paese al mondo per produzione, dopo gli URSS. 


Fonti

http://it.wikipedia.org/wiki/Canapa


[1] Scaricabile da Emule, o su youtube.